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AVANZI AL RISTORANTE - ITALIANI IMBARAZZATI DALLA 'DOGGY BAG'


L'iniziativa di Comieco e Slow Food ha già riscontrato un discreto successo a Milano e il motivo è presto detto. Sono molti gli italiani che preferirebbero pagare un sovrapprezzo pur di non sprecare gli avanzi al ristorante. L'ostacolo? L'imbarazzo.
 
 
Doggy bag. Come convincere gli italiani?
 
Qualche mese fa, da un’idea di Comieco e Slow Food, con la collaborazione di illustratori e designer di talento, prendeva avvio a Milano l'iniziativa Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi. Niente meno che doggy bag d’autore per promuovere la cultura del riciclo combattendo l’imbarazzo tutto italiano nel chiedere di portare a casa gli avanzi al ristorante. Come da indagine Coldiretti, infatti, solo un italiano su dieci ha l’ardire di vincere l’imbarazzo, mentre il valore dello spreco alimentare aumenta a dismisura, fino a superare quota otto miliardi di euro solo nell’ambiente domestico (secondo il Rapporto 2014 dell’osservatorio sugli sprechi delle famiglie). E un'altra recente indagine di Waste Watcher conferma che oltre il 90% degli italiani è consapevole di quanto cibo venga sprecato al ristorante, e ben un italiano su due sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per portare a casa pietanze e vino avanzati durante il pasto. Ma allora come affrontare la situazione garantendo uno strumento che possa aiutarci ad adottare una consuetudine per nulla vicina alla nostra cultura?
 
La lotta allo spreco passa dal design
 
Ecco come nasce il porta avanzi d'autore che aiuta a vincere la vergogna e contrasta quella fastidiosa percezione dovuta al fastidio degli esercenti nel proporre la soluzione doggy bag al termine della serata. A Roma sono 17 i ristoranti che hanno aderito all'iniziativa: a partire da novembre, le realtà coinvolte riceveranno gratuitamente un kit di contenitori realizzati con il coordinamento dell'architetto Michele De Lucchi e del professor Andrea Kerbaker. Le doggy bag d'autore sono in cartone e completamente riciclabili, ma anche colorate e divertenti. “Il doggy bag al ristorante deve diventare una pratica comune che non deve generare imbarazzo” ha sottolineato Fabio Spada, Presidente della Fipe-Confcommercio Roma “Il confronto e la vista di ciò che avanza ci aiuta nello sviluppo di un consumo consapevole in maniera più concreta di quanto non avvenga eliminando l'avanzo, perdendolo di vista, facendo finta che non esista. Dall'esperienza del ristorante alla nostra quotidianità casalinga alla ricerca di acquisti mirati, con un occhio sempre più attento alla qualità a discapito, a volte, di una eccessiva quantità”. 

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