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EXPO 2015 :ECCO QUALI PADIGLIONI SONO PIACIUTI DI PIU'


Oltre 20 milioni di persone. Tantissimi, moltissimi, più del previsto gli italiani. Soprattutto dalle 4-5 regioni del nord Italia. Oltre 3 su 5 italiani vengono, nell’ordine, da Lombardia, Piemonte, Emilia, Veneto 

Ecco una prima classifica. UnPOxExPO ha realizzato fra Expoesperti e Expottimisti un sondaggio sui migliori padiglioni, quelli che sono piaciuti di più e sono stati più in linea con il tema di Expo, non quelli più visitati!! In assoluto fra tutti vince sicuramente chi ha allestito un padiglione, piccolo o grande che sia, in cui non si mangiava appositamente o  tutto non ruotava attorno al prodotto tipico.

Al primo posto assoluto, a nome di italiani e stranieri, c’è il padiglione Zero perché esalta non solo il grande patrimonio italiano ma soprattutto la ricchezza e la varietà offerta dal nostro pianeta per quanto concerne fonti e filiera di prodotti legati alla nutrizione e alimentazione creando un “ ciclo della vita” che è stato giudicato molto più significativo e culturale che l’Albero della vita, quest’ultimo citato da pochissimi.
Al secondo posto il padiglione della Corea del Sud per la interpretazione del tema Expo puntando su come la conservazione del cibo è alla base della garanzia del cibo per tutti, unita alla tecnologia.
Al terzo posto il padiglione del Vaticano per semplicità, linearità e essenzialità dei principi  no spreco, no fame nel mondo. 
Al quarto posto la Svizzera per aver portato il concetto che le risorse naturali sono limitate  per cui urge lasciarne anche per chi viene dopo di noi.
Al quinto posto il Giappone perché punta sull’armonia  ingegneristica che esiste fra la cultura in senso lato del Paese e la alimentazione, riprodotta in modo efficace nel ristorante del futuro visto con occhi a mandorla. 
Al sesto posto la Germania perchè la tecnologia più spinta non deve essere una soddisfazione egoistica, ma grazie ad essa ognuno di noi deve modificare il rapporto con la natura.
Al settimo posto il Qatar per semplicità, immediatezza, essenzialità, potenza nel progettare e realizzare con un grande rispetto per i prodotti alimentari propri e quelli importati, grande cortesia, molto contenuto, nessun odore di cibo. 
All’ottavo posto il Kazakistan soprattutto per la presentazione concreta dell’offerta alimentare del Paese e la forte presenza degli storioni vivi, non di plastica(!) 
Al nono posto gli Emirati Arabi che usano l’alta tecnologia degli ologrammi per risposte semplici, ma che rimangono in mente, soprattutto le immagini di Expo Dubai 2020 che sembra sia già tutto fatto e pronto. 
Al decimo posto Israele che fa capire come, peccato l’eccesso di autoreferenzialità e presunzione, il deserto è coltivabile e come occorre produrre di più per soddisfare la fame nel mondo.
All’undicesimo posto, visto che il biglietto ingresso dà diritto alla visita, il padiglione Arts&Food fuori-Expo alla Triennale dove appare più che evidente la ricerca del record assoluto fra il pane e l’hamburger come domanda o come risposta alla nutrizione del pianeta? 

Anche le critiche non mancano.
In primis la carenza di punti di riposo, ovvero panchine e sgabelli lungo il decumano. Alla sera gli spettacoli abbondano e il chiasso, vince l’assalto allo streetfood. Non crediamo che l’Italia sia la capitale dell’hot dog o dell’hamburger per strada. Altra critica forte , soprattutto proveniente da giornalisti stranieri, sono i banchi sul decumano di prodotti made in Italy ( si soprattutto quelli DOP) in plastica, dall’uva ai formaggi, dai salumi ai pesci.